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Museo Antico Frantoio u Trappitu Don Bastianu
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19.12.2014 by Cristiano Dall'Armi

Museo Antico Frantoio u Trappitu Don Bastianu. Lino Giacobbe, Presidente ViviSerro – Compagnia di Idee e Cultura ViviSerro è orgogliosa di aver promosso questa iniziativa editoriale in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e La Pro Loco di Villafranca Tirrena al fine di una ampia diffusione della storia e delle tradizioni locali. Ciò consentirà di inserire il Museo Antico Frantoio u Trappitu Don Bastianu in un percorso turistico-culturale-religioso di particolare pregio.
Nel territorio di Villafranca Tirrena, nel Messinese, Il Museo della Storia della Medicina, il Castello di Bauso e nel Borgo di Calvaruso il Santuario “Ecce Homo” con il suo Chiostro nonché nel Borgo di Serro la Chiesetta della Candelora, l’Oasi di Padre Pio sono già una grande ricchezza al cui sviluppo ci onoriamo di contribuire.
Il Museo Antico Frantoio u Trappitu Don Bastianu, ora visitabile, fornisce una straordinaria testimonianza di una civiltà contadina non più esistente. Il Museo Antico Frantoio u Trappitu Don Bastianu di Serro andrà ad integrarsi, infatti, in una rete di beni artistici e monumentali, come il Castello di Bauso, il Museo della Medicina, l’Ecce Homo di Calvaruso, che riescono ad affascinare il visitatore non soltanto per la loro bellezza ma grazie anche alle tradizioni e leggende cui sono legati.
Nel Comune di Villafranca Tirrena nelle sale messe a disposizione dal Viola Palace Hotel dove deliziosamente abbiamo anche soggiornato per alcuni giorni. Grazie all’azione congiunta di Pro Loco e Amministrazione Comunale nonchè dell’Associazione ViviSerro ci è stato proposto un tour per la visita dei siti di particolare interesse. Abbiamo così avuto l’opportunità di visitare il Museo della Storia della Medicina ed il Castello di Bauso il Santuario “Ecce Homo” di Calvaruso ove è collocata la preziosa e venerata statua lignea attribuita a Frate Umile e visitato il Chiostro e il Museo in esso situati, infine il Borgo di Serro visitando la Chiesetta della Candelora e successivamente il Museo Antico Frantoio u Trappitu Don Bastianu originale piccolo museo di civiltà contadina.
Nel nucleo storico di Serro, antico Borgo di Villafranca Tirrena, nel Messinese, situato tra dolci colline che degradano verso lo splendido mare Tirreno che in quel punto abbraccia il Golfo di Milazzo e dondola le Isole Eolie, sopravvive, all’incuria del tempo e degli uomini, un Museo Antico Frantoio u Trappitu Don Bastianu dove generazioni di serrentini esercitarono l’antico mestiere della produzione dell’olio di oliva grazie ad uno straordinario microclima che, allora come ora, favorisce la fioritura e la maturazione delle olive e di tanti altri frutti della terra.
L’attività del Museo Antico Frantoio u Trappitu Don Bastianu è proseguita sino a 50 anni fa circa… Molto più incerte, invece, sono le sue origini; il contesto abitativo limitrofo, i materiali usati per la costruzione, gli attrezzi ritrovati, inducono a ritenere che alla fine dell’800 l’attività fosse già stata avviata. A conforto di questa ipotesi il ritrovamento dell’intero blocco in legno chiamato madrevite il cui utilizzo precedette il più moderno impianto in ferro fornito dalla ditta Panzeri di Messina all’inizio del nuovo secolo (1900). Solo nel 2006 furono iniziati i lavori di ristrutturazione e consolidamento dello stabile Museo Antico Frantoio u Trappitu Don Bastianu ormai divenuto fatiscente ma avendo cura di rispettarne fedelmente l’architettura ed il restauro delle attrezzature rinvenute quali ad esempio la grande pressa e la buca, dove per caduta, veniva raccolto in appositi tini di legno l’olio di spremitura della sansa.
E’ stato anche ripristinato il canale delle “acque morte” che raccoglieva i residui liquidi della lavorazione ormai privi di qualunque utilità commerciale.
Di particolare interesse oltre le attrezzature per la lavorazione delle olive e della sansa sono raccolti una miriade di altri oggetti, piccoli e grandi, sia complementari all’attività lavorativa (pale, ceste, otri, pompe, dosatori, caldaia, stadere…) che di testimonianza di vita quotidiana (vecchie chiavi, lumi, tabacchiere, maida, foto, cartoline…) che di fatica contadina (falci, roncole, presse, coltelli….)
Una segnalazione a parte merita la “brogna”; si tratta di una grossa conchiglia che, opportunamente forata e solo con grandi capacità pneumologhe, emette un suono unico grazie alla sua particolare morfologia differente da esemplare ad esemplare.
Per fortuna e per la buona volontà di alcuni la “brogna”è tornata nel suo sito originale nel Museo Antico Frantoio u Trappitu Don Bastianu e fa bella mostra di sé, ma ora, opportunamente custodita in una teca di cristallo, altro oggetto peculiare del frantoio è l’enorme pietra macina sapientemente lavorata da abili scalpellini locali, probabilmente della famiglia Bruno che vantava consolidate ed apprezzate tradizioni nel settore, e che oggi è esposta in uno spazio esterno a guisa di monumento celebrativo. La pietra fu recuperata dopo essere stata seppellita ed abbandonata sotto terra da sciagurate mani insensibili alla storia dei padri. Si dice che il grosso macigno (peso stimato ca 2000 Kg) sia stato portato al Serro per essere lavorato prelevandolo dal tracciato del torrente Gallo che scorreva a valle del Borgo. Certamente nei secoli questo torrente, nella sua impetuosa corsa verso il mare, ha trascinato con se sedimenti di roccia levigata e che mani sapienti sapevano individuare e selezionare per utilizzarle nella costruzione di fienili, stalle, frantoi, palmenti….Con quali mezzi l’operazione di recupero sia stata compiuta non è dato sapere, si presume, però, che il trasporto sia avvenuto grazie alla forza di traino di muli; ma con quale fatica per le povere bestie ed quanto tempo sia occorso è davvero inimmaginabile.
Molti Serrentini hanno contribuito ad implementare il Museo Antico Frantoio u Trappitu Don Bastianu che raccoglie infatti ai tradizionali oggetti dell’attività olearia si sono via via aggiunti altri utensili di epoca remota donati da famiglie, locali e non solo. Non a caso,oggi, si può dire che è espressione dell’intera collettività serrentina.
Affollatissime delegazioni di giovani provenienti da svariati Paesi (Spagna, Portogallo, Lettonia, Lituania,Bulgaria, Polonia…) in viaggio di studio a Villafranca Tirrena nell’ambito del progetto europeo “Rompere le barriere” hanno avuto modo di essere ospitati per una visita didattica nel Museo Antico Frantoio u Trappitu Don Bastianu.
Associazioni amatoriali e numerosi turisti italiani o di svariati Paesi Esteri (Australia, Sud Africa, Spagna,Inghilterra, Olanda…)in vacanza in loco hanno avuto modo di calarsi nella storia di Serro visitando il piccolo museo.
Nel recentissimo passato, al pari del più accreditato Museo della Medicina di Villafranca Tirrena, il Museo Antico Frantoio u Trappitu Don Bastianu è stata una opportunità culturale molto apprezzata anche per il turismo congressuale che trova ospitalità negli alberghi locali.


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